Mi piace da morire Spettacolo comico con musica

di Debora Mancini con la collaborazione di Manuel Serantes Cristal e Giovanni Tamborrino
 
6 febbraio – 12 febbraio 2017 | Residenza Urbana Progetto TLLT
Lunedì - sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00
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di e con Debora Mancini
musica scritta ed eseguita da Daniele Longo

collaborazione ai testi Manuel Serantes CristalGiovanni Tamborrino 
scenografie  Riccardo Pirovano e Marta Fumagalli
costumi  Lubna Balazova


Produzione ASSOCIAZIONE REALTA' DEBORA MANCINI

MI PIACE DA MORIRE

Ognuno di noi quando è solo è già una comitiva

 

UNO SPETTACOLO COMICO CON MUSICA DAL VIVO

 

“Ad un provino comico mi  hanno chiesto: ma tu vuoi fare questo nella vita? Noooo…lo voglio fare in punto di morte, sul rantolo mortale ti sparo una battuta che tutti i parenti muoiono dal ridere…”

E’ così che l’attrice Debora Mancini si racconta. Poi lascia la parola ad una sua amica molto schietta, Deborasenz’acca, che racconterà il suo punto di vista sulla donna di oggi:

“Oggi una donna che non è più vergine da tanto tempo vale di più, perché è vintage”.

Ma anche sull’ uomo, sul sesso, sulla morte:

“Paura della morte io? Ma figuriamoci. Sono nata e cresciuta tra i colli e i versi di Leopardi che scriveva “Due cose belle ha il mondo: amore e morte. E si toccava le palle. E’ per quello che aveva la gobba Leopardi, perché si …sfrugugliava. Poi ha capito che gli piaceva sfrugugliarsi e allora scriveva sempre di morte, scriveva di morte e si sfrugugliava, si sfrugugliava e scriveva di morte…all’infinito…l’infinito di Leopardi appunto”.

Deborasenz’acca è una donna che legge molto ed è perciò molto attenta al linguaggio:

“Basta. Ri-diamo il giusto senso alle parole. Di modo che quando io dico che ho finito, voi capite che quello che dovevo dire l’ho detto. Non come mio marito che dice “ho finito” e quello che doveva fare io, ancora…lo sto ad aspettare.”

In scena con lei Daniele Longo, il “musicista a paga sindacale”, che non riesce mai a completare una canzone, o compone solo la strofa o solo il ritornello, però in discoteca è un perfetto dj, impossibile non innamorarsene.

 

Debora Mancini racconta la genesi di Mi piace da morire:

 

Quando ho deciso di scrivere questo nuovo spettacolo non sapevo da dove cominciare, presa, come al solito, dalle più svariate paure e dubbi sulla mia vita professionale, matrimoniale, sessuale, spirituale.

Dalle mie amiche, al telefono, ho scoperto di condividere le stesse preoccupazioni:

e così dall’autocommiserazione alle grandi risate, il passo è stato breve.

Il testo era nelle mie mani: amore, vita, sesso, morte.

Io pensavo di raccontare i “fatti miei” e invece erano i “fatti nostri”.

Ho chiamato mio marito e gli ho detto: tu mi piaci da morire, grazie!

E mi sono messa a scrivere, ridere, scrivere.

Dove poter raccontare e vivere tutto questo?

Nella mia città, nel suo cuore pulsante: la mia stanza…"una stanza tutta per sé" (grazie cara Virginia…), dove vivo le mie contraddizioni, paure, gioie.

E qui, scrivere, ridere e scherzare "mi piace da morire"!

 

MI PIACE DA MORIRE è uno spettacolo da vedere:

con le amiche con le quali si condivide tutto, e farsi quattro risate;

col proprio compagno, e sorridere dell’amore;

in gruppo, per ri-trovarsi negli altri;

da soli, perchè “ognuno di noi quando è solo è già una comitiva”.

TEATRO LIBERO

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