Maria Sotterrata

La terra trema, la volontà no

di Davide Lo Schiavo
13-17 febbraio 2018
Tutti i giorni ore 21.00
drammaturgia Davide Lo Schiavo
regia Valentina Malcotti
con Valeria Sara Costantin
costumi Antonella De Iorio
scenografie Antonella De Iorio, Verdiana Moretti, Debora Riva
produzione Chronos3
Spettacolo secondo classificato al Premio Sonia Bonacina 2017​
realizzato con il contributo del Comune di Gemona del Friuli
e in collaborazione con LAB Laboratorio Internazionale della Comunicazione

Cosa sono davvero queste macerie?
Sono le travi e i sassi crollati
della casa entro cui abbiamo sempre vissuto
o le costrizioni morali e le paure
che ci tengono imprigionati?


La vita prima e dopo un terremoto.
La necessità di fare una scelta.

Sinossi

La pièce, monologo tragicomico che prende spunto dalle vicende del terremoto del 1976 in Friuli, racconta la storia di una giovane ragazza di Gemona, Maria Fantìn, che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. Ecco che, nell’infinita attesa, scaturiscono i ricordi.

In uno spazio ed un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado.

Le parole di Maria rievocano la sua vita passata: l’infanzia, le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, il lavoro in manifattura, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, la sua famiglia.

Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte, la costringeranno a compiere una scelta decisiva.

Il progetto

Il progetto nasce da un lavoro di ricostruzione e indagine preliminare sul territorio friulano, condotto dalla regista e dal drammaturgo, realizzato con video interviste ad abitanti, artigiani e imprenditori gemonesi di diverse età. Ciascuno di loro ha raccontato la propria esperienza legata al terremoto e alla vita prima del 6 maggio 1976. Da qui la riscoperta dei luoghi tipici in cui si svolgevano le feste locali, i luoghi di culto, le fabbriche e le località naturali sia di Gemona che dei paesi limitrofi. A partire dal materiale raccolto abbiamo costruito la storia della protagonista, Maria Fantìn. 
Lo spettacolo, che ha debuttato a Gemona del Friuli il 3 agosto 2016, è stato prodotto in occasione del 40° Anniversario del terremoto del Friuli.

Note di drammaturgia e di regia

Lo spettacolo è un monologo tragicomico che vede in scena una sola attrice che interpreta più personaggi.

Determinante per la creazione dei personaggi è stato l’elemento linguistico. L’attrice in scena parla principalmente in lingua italiana ma lo studio del friulano e del dialetto triestino ci hanno permesso di dare a ciascun personaggio una precisa identità legata all’ambiente entro cui la storia si sviluppa.

Il terremoto, che è l’argomento pretestuale dal quale scaturisce la storia, scandisce con le sue scosse il tempo della narrazione, ricordandoci che da un momento all’altro ogni cosa può giungere al termine.
La protagonista è imprigionata e con il passare delle ore il rischio di restare sotto le macerie si fa via via più forte. È necessario, sì, sperare nella salvezza, ma anche fare una scelta decisiva: andare nella direzione della vita e non della morte.

Con questo progetto non intendiamo narrare esclusivamente i fatti del terremoto, bensì partire da un evento che ha costituito uno stravolgimento nella struttura sociale ed economica del Friuli per fare un discorso più ampio sul significato di dover affrontare un cambiamento radicale nella propria esistenza. Vorremmo dare vita ad un personaggio che si trovi in una situazione di limite e di pericolo, una situazione causata da circostanze al di sopra della sua volontà. Siamo di fronte ad una calamità naturale, ad un terremoto: il ribaltamento di una vita, di una famiglia, di una comunità. Il titolo dello spettacolo è “Maria sotterrata”, la nostra protagonista è una ragazza 25 anni: Maria si trova nel nulla, non ha più una direzione. Sola in scena, con i suoi ricordi e le sue visioni, sotterrata sotto le macerie. Che cosa sono davvero queste macerie? Sono realmente i sassi e le travi della casa entro cui ha sempre vissuto, ma vogliono essere anche, metaforicamente, le costrizioni morali e le paure che le impediscono di accorgersi di quale sia veramente il suo bisogno. Maria temporeggia, rimanda le sue scelte, non si assume una responsabilità. Ma ad un certo punto si trova a dover affrontare un drastico cambiamento.
Chi è Maria prima del terremoto? Nessuno, forse. Maria vive con in fratelli, ma non ha un mestiere avviato. Maria è benvoluta, eppure si sente poco importante. Maria ha un grosso sogno, eppure è inchiodata nella sua piccola provincia. Ha un lavoro, uno stipendio, ma non ha idea di che specifica direzione prendere per raggiungere ciò che vuole, rimane in uno stato di attesa, ben lontana dalla
propria felicità e realizzazione. Chi di noi non si è mai sentito così almeno una volta? La scossa devastante di un terremoto (che per noi è l’evento scatenante della storia) le strappa la casa e la famiglia, all’improvviso. Tutto si ribalta, tutto è da rivalutare. Maria improvvisamente si distingue dalla massa informe delle macerie, col coraggio sconfigge la sepoltura e resiste mordendo a denti stretti la sua vita per non lasciarsela strappare via. Dentro Maria si accende la miccia: vivere non è sopravvivere. È un fondamentale cambiamento: una presa di coscienza. Deve fare qualcosa per uscire da lì. Maria scopre l’attaccamento alla vita di cui non era consapevole. L’istinto di sopravvivenza la porta ad operare una scelta non facile, abbandona là sotto una parte di sé stessa: la sua infanzia, i suoi timori, i legami, lascia ciò che conosce per quello che non conosce. Ci vuole coraggio per scampare alla morte. Non c’è tempo per la passiva accettazione del dolore.

TEATRO LIBERO

via Savona 10, 20144 MILANO

02 8323126 | biglietteria@teatrolibero.it

  • Facebook Social Icon
  • Instagram Social Icon
  • Twitter Social Icon
  • YouTube Social  Icon

La Danza Immobile srl Impresa sociale ETS

Sede legale via Savona 10, Milano. PI 02237350968

© Claudio Onofrietti 2018

Informativa sulla privacy

comune_milano_Teatro_Convenzionato_logo.
logo-ente-accreditato-regione-lombardia.
fondazione-cariplo