Fantine

Quando dal Caos nacque l'Amore

di Michele Mariniello ispirato a "I Miserabili" di Victor Hugo
18-22 febbraio 2018
Tutti i giorni ore 21.00, tranne domenica ore 16.00
regia Michele Mariniello
con Sara Drago
sound design Fabrizio Frisan
scene Silvia Cremaschi
consulenza musicale Giancarlo Latina
produzione Il Servo Muto Teatro
Si ringraziano la Torre dell’Acquedotto – Aia Taumastica e Associazione Franco

“Nessuno è più miserabile di chi vive senza amore.”

Victor Hugo

Sinossi

Fantine – Quando dal Caos nacque l’Amore è un monologo tratto dal romanzo I Miserabili di Hugo. Una rivisitazione del personaggio di Fantine, estrapolato dal contesto romantico-ottocentesco e fatto rivivere al giorno d’oggi.

La storia racconta in chiave attuale le vicende del personaggio del romanzo, calato però nel contesto degradato della periferia di una grande città: un cupo agglomerato di palazzoni ad alveare da regime sovietico e case popolari. Fantine è rappresentata nell’attimo prima di morire, che giace incinta su un letto di ospedale; come se fosse sospesa in un coma, o in un luogo dell’anima, rivede tutta la sua vita, tutto ciò che l’ha condotta lì, nel tentativo di definire il senso della propria esistenza. Così Fantine inizia a raccontare la sua storia, animando situazioni e personaggi: la vita nella casa popolare, la storia dei suoi genitori, di come la Mamma si sia rifatta tutta, per poi fuggire in Belize con Jesus e di come Papà abbia smesso di parlare, per fissarsi sul televisore; racconta il luogo in cui vive, i panorami disperanti e le persone che vi abitano, vi si rispecchiano; racconta l’abbandono e l’assenza di esempi positivi, la difficoltà e allo stesso tempo l’importanza di scegliere; racconta l’amore, unica possibilità - fra ignoranza e squallore – di cambiare il destino, di contenere la mancanza di controllo che l’uomo ha sulla propria esistenza.

Note di regia

Nel confrontarsi con uno dei caposaldi della letteratura romantica ottocentesca e con uno dei suoi personaggi più rappresentativi, abbiamo intrapreso la strada della riscrittura, traslando in chiave attuale alcune vicende della storia, mantenendo intatte le tematiche, il senso dell’opera e l’arcata del personaggio.

Per prima cosa abbiamo scelto in quale preciso momento della sua vita Fantine racconta questa storia: il leggendario istante prima di morire, in cui si dice riveder passare il “film” della propria vita. Come in un metafisico cinema dell’anima, le riflessioni date in punto di morte sono perciò trasposte in scena attraverso video proiezioni, che intervallano l’azione scenica di Fantine, presentata inizialmente in coma profondo. Io, ho avuto un significato?”

Partendo da questa domanda, Fantine ripercorre a ritroso gli eventi che l’hanno portata a quel punto. L’assenza fisica dei genitori che nei miserabili si traduce nell’ottocentesco personaggio dell’orfano, nella nostra riscrittura si traduce nell’assenza genitoriale pur nella presenza. I genitori di Fantine sono vivi, ma semplicemente non hanno i mezzi per relazionarsi con la propria figlia. Cresciuta da sola in un simile ambiente tra degradazione, mancanza di prospettive e di buoni esempi, inizialmente Fantine paga scelte non sue.

Come una sorta di eredità Fantine è costretta ad accogliere una condizione vitale senza prospettive, in cui il tema delle scelte diventa cruciale. Se l’unica possibilità di redenzione nei Miserabili consiste nell’amore, inteso come cammino di fede verso il divino, nella nostra scrittura si configura sì nel potere salvifico che ha l’amore, ma Amore inteso come consacrazione a qualcuno o a qualcosa. Amore in contrapposizione all’odio, all’indifferenza, all’emarginazione e alla fatiscenza che contraddistinguono certi luoghi. Amore come possibilità di spezzare l’inerzia di un destino già scritto. Amore come scelta di vita. Questo atto di amore, come nel romanzo di Hugo, si traduce nel mettere al mondo una figlia riuscendo a garantirle una vita migliore.

Lo spazio scenico, che per elementi e materiali allude e richiama i panorami periferici, riprende concettualmente il tema delle scelte, attraverso pesi e carrucole che calano Fantine nell’ ipotetico ventre di una bilancia.

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