Don Giovanni ovvero il dissoluto assolto

di Josè Saramago
 
15 maggio – 21 maggio 2017 | Residenza Urbana Progetto TLLT
Lunedì - sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00
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regia di Serena Nardi
con Monica Faggiani, Sarah Collu, Andrea Tibaldi, Serena Nardi, Silvia de Lorenzi
scene e costumi Officine Red Carpet
luci Stefano Capra
musiche di W. A. Mozart

Produzione Giorni Dispari Teatro
PRIMA NAZIONALE

Giovanni ha scelto di ritirarsi dal mondo e vive un’esistenza di solitudine e di oscurità, rintanato in un piccolo teatro abbandonato e dismesso.

Vive da derelitto, da miserabile, in una volontaria reclusione e incuria che lo hanno portato a uno stato di malessere fisico e psicologico irrecuperabile. Alla malattia che annuncia una morte prossima.

Nel suo microcosmo di isolamento e silenzio sopravvive in lui un’unica certezza: essere lui Don Giovanni.

Circondato di libri, di cd, di immagini d’arte e di sogni svaniti in niente, nella sua mente si reitera incessantemente la vicenda del grande amatore, mentre si lascia tormentare e allietare dalla musica di Mozart , che ascolta in continuazione attraverso un riproduttore di musica recuperato chissà dove.

Un gruppo di amici, cerca di accompagnare (e alleviare) questa sua tormentata convinzione prestandosi a recitare i personaggi dell’opera mozartiana.

Il gioco teatrale permette tutto: scambi di ruoli, confusione di corpi e di generi, alterazione continua della verità.

Le situazioni, i livelli di consapevolezza e la girandola di vicende umane e teatrali si incrociano, si stratificano, e si confondono continuamente fino a quando il meccanismo del gioco si rompe improvvisamente.

Perché la vita gioca con noi, ma noi non possiamo giocare con lei.

E perché, in fondo chi sia Giovanni e chi Don Giovanni nessuno lo sa.

Nemmeno lui, nemmeno gli altri personaggi della storia.

Di lui sappiamo solo che è diventato uno stereotipo, un mito, un ideale, una malattia.

Ecco perchè potremmo provare a pensarlo, semplicemente, un uomo.

Una vittima di se stesso, o di chi gli ruota attorno, di chi si aspetta sempre qualcosa da lui: una passione sfrenata, un assalto amoroso, uno stupro, un delitto, una sentenza cinica e supponente, un pentimento.

Saramago ha dato a Don Giovanni un corpo, un cuore, una dignità umana

Allora proviamo, guidati da lui, a ripensarlo cosi’.

A credere che dietro un falso mito, decadente e dacaduto, non resti altro che un uomo desideroso di amare e di essere amato.

In fondo non così diverso o lontano da tutti noi

L’amore negato genera i mostri dell’anima.

Don Giovanni, uomo non amato, non è in grado di amare.

Forse vorrebbe ma non può.

Non può generare l’amore di cui non è stato fecondato.

E chi può fecondare un uomo con l’amore se non una donna che ama?

E chi può dire che Don Giovanni, in realtà, non fosse una donna che, stanca del suo essere donna, del suo sentirsi “solo” una donna, sceglie di fingersi uomo per tormentare e punire gli uomini che non l’hanno amata?

 

Serena Nardi

TEATRO LIBERO

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