Dissolvenze incrociate

da Harold Pinter / adattamento Claudio Marconi
22-25 ottobre 2017
Tutti i giorni ore 21.00, tranne domenica ore 16.00
regia Claudio Marconi
con Sergio Longo, Omar Nedjari, Marika Pensa, Daniele Santisi

assistente alla regia Paola Arcuria
scene e costumi Claudio Marconi e Paola Arcuria
luci Giuseppe Amato

produzione ARCUS MILANO - Università degli Studi di Milano

Note di regia

Com’è noto ci sono scrittori che sanno davvero descrivere la vita, altri che senza descriverla ce la raccontano, altri ancora sono scrittori dell’istante, del frammento isolato del nostro inquieto e approssimativo procedere nell’esistenza. Uno di questi ultimi grandi fotografi-scrittori è Harold Pinter che si è attardato, nelle sue istantanee, a fissare una realtà resa surreale dall’estrapolazione illogica dal contesto di riferimento. Un’umanità scossa che vaga attraverso discorsi sospesi spesso non destinati a concludersi, ma solo a dissolversi insieme ai sogni, alle emozioni, alle tensioni che li hanno generati. Queste strane “dissolvenze incrociate” sono qui inanellate come piccole perle con la stessa meticolosa incoerenza con cui Pinter ha scattato negli anni le sue istantanee, archiviandole sotto forma di radiodrammi, short stories, fino a farle catalogare (dagli altri) addirittura come atti unici. In questa preziosa collezione troviamo una coppia che tenta goffamente di ritrovarsi attraverso ricordi comuni che non collimano più (Night), un tizio in cerca di lavoro ad un colloquio che prende grotteschi percorsi aggressivi (Il candidato), un’imprevista quanto comica rivolta operaia (Guai in fabbrica), un centralino dei taxi ed un tassista, parcheggiato nel nulla, che tentano di scappare dalla frustrazione (Victoria Station), una vagabonda impertinente che alla fermata ha trovato il modo di dialogare monologando (Fermata facoltativa), dialoghi rubati tra due che dibattono animatamente su un terzo che porta a tracolla un cartellone pubblicitario o tra improbabili cospiratori che paventano feroci colpi di stato davanti ad una birra (Questo è il tuo guaio e Precisi), l’addio svagato tra due amanti dell’upper class che tornano ai propri intangibili e rispettabili alvei familiari (Tradimenti – scena terza). Imperscrutabili incroci di voci che si dissolvono nel non-sense dell’istante che ci sfugge.

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