Alfredino L'Italia in fondo al pozzo

di e con Fabio Banfo
5 giugno – 11 giugno 2017 | Residenza Urbana Progetto TLLT
Lunedì - sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00
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regia di Serena Piazza
sound design Fabio Cagnetti
Produzione Effetto Morgana
PRIMA NAZIONALE

(Presentato in versione studio a IT Festival 2016)

Lo spettacolo racconta le ultime 36 ore di vita del piccolo Alfredo Rampi, precipitato a 30 metri di profondità nel pozzo di Vermicino, e dei successivi quanto inutili tentativi di salvarlo.
Era il 1981 e quella prima diretta no-stop presto si trasformò in un evento mediatico, che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine e che invece ha segnato uno shock collettivo nazionale.  
Una storia che assomiglia a mille altre storie italiane, fatta di improvvisazione, approssimazione, coraggio, cialtroneria, conflitti tra poteri, politica e vanità. Protagonisti macchiette, nani, acrobati, eroi, mezzibusti, politici... come se quel pozzo avesse risucchiato l'intero Paese per risputarlo fuori sempre uguale a se stesso eppure irrimediabilmente mutato.
Per molti dei commentatori dell'epoca, quell'evento segnò un punto di non ritorno.
Nasceva in quegli anni la Tv privata e si realizzava quel mutamento antropologico, profetizzato da Pasolini (morto lo stesso anno in cui Alfredino veniva alla luce).
Eppure in questo monologo per solo attore/narratore c'è spazio per la denuncia sociale e politica sì, ma anche per cammei di autentica umanità. Sono il vigile, che ha cercato di rassicurare il bambino per lunghissime ore, descrivendogli le trivelle, che scavavano il pozzo parallelo attraverso cui avrebbero dovuto salvarlo, come fossero i “magli” di Goldrake o Mazinga o il minuto, ma caparbio speleologo sardo, che rimase per 40 minuti a testa in giù, a 60 metri di profondità, nel pur vano tentativo di imbracare il piccolo e salvarlo. Ma il personaggio centrale è certo Alfredino, quel bambino perduto, come fosse l'anima dell'Italia inghiottita dal buio e per sempre incastonato come un diamante nel blocco di ghiaccio azotato,  in cui ne fu conservato il corpo, prima di poterlo recuperare.

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