La Confessione

Dal 13 al 18 Marzo 2012

LA CONFESSIONE
Il capitolo censurato dei Demoni
da Fedor Dostoevskij

regia di Alberto Oliva
con Mino Manni
 

VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI

Orario Spettacoli: dal Lunedì al Sabato ore 21.00; Domenica ore 16.00


Dopo il grande successo durante il Novembre Russo, torna  a Teatro Libero il capitolo censurato. Un tema scambroso. Un uomo interiormente diviso. Nel monologo di Mino Manni, diretto dal promettente Alberto Oliva, si sondano le radici del male come frutto di una libertà illimitata e arbitraria.


Confessione2.gif“Tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma, poiché sei tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca”. Con la citazione dall'Apocalisse, Stavrogin, il protagonista dei Demoni di Dostoevskji, affronta la confessione a padre Tichon nel capitolo più famoso del romanzo, quello che per molti anni fu vietato dalla censura e che ancora oggi in molte edizioni viene aggiunto solo alla fine. Il tema è quello scabroso della pedofilia, affrontato dall'autore senza prendere mai una posizione, né dare mai un giudizio definitivo: una rappresentazione dell'ambiguità dell'animo umano senza compiacimento, ma con il solo intento di approfondire la natura contraddittoria dell'uomo, attraverso un grande richiamo alla libertà. La separazione, a volte labile, tra bene e male; il dubbio su quale via intraprendere e da questo stato di sospensione il dolore che ne nasce. Una ricerca per sondare le radici del male come frutto di una libertà illimitata e arbitraria, ma anche come fallimentare esaltazione di sé di là da ogni regola: "Ho provato una grande depravazione e ho esaurito in essa le mie forze. So che dovrei uccidermi, spazzarmi via dalla terra come un vile insetto, ma temo il suicidio perché temo di mostrare magnanimità. So che sarebbe un altro inganno, l'ultimo inganno in questa serie infinita di inganni..."

Hanno detto

Mino Manni in La confessione ha una inquietante freddezza, una normalità di toni talora sconvolgente, alcune risate che sono davvero agghiaccianti: una bella prova d'attore.

Fausto Malcovati da Hystrio

Quello dell’attore è un lavoro a togliere; con grande abilità magnetizza gli spettatori con lo sguardo, privando il personaggio di ogni costruzione. Il tutto conferisce una grande forza all’ottima traduzione di Francesca Gori, Stavrogin arriva a dirci ogni cosa con una naturalezza agghiacciante

Un interprete che recita questo materiale in maniera così minimalista sembra quasi sfacciato ed è proprio questa la forza dello spettacolo: lasciare tutto all’immaginazione di chi guarda.

Matteo De Mojana da Faber giornale

Affrontare un autore come Dostoevskij – o meglio, l’Autore, me lo si conceda – è sempre rischioso, poiché la tentazione di dar prova della propria bravura attorale travalica, spesso, le esigenze della rappresentazione. Ma qui no: questo spettacolo è esente da simili rischi.

Vedere Mino Manni mentre interpreta La confessione è quasi leggere Dostoevskij, ed è così raro scoprire l’essenza di un autore che si resta davvero senza fiato.

da persinsala.it

Mino Manni è riuscito perfettamente ad esprimere tutte le sfumature del complesso personaggio dostoevksijano: enigmatico, paradossale, inquietante, sofferente, amorale e, purtroppo, irrimediabilmente perduto.

Serena Lietti da Saltinaria

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